Incredibile, anche i nostri media ci sono arrivati: la Francia nel 2011 non attaccò solo la Libia ma anche (e forse soprattutto) l’Italia !!

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Incredibile, anche i nostri media ci sono arrivati: la Francia nel 2011 non attaccò solo la Libia ma anche (e forse soprattutto) l’Italia !!

Di seguito riportiamo l’articolo di ieri di scenarieconomici.it che rivendica (e possiamo testimoniarlo, a ragione) di aver sostenuto la tesi dell’attacco all’economia Italiana sin da subito).

Anche noi siamo sempre stati stati della stessa idea arrivando a sostenere che uno Stato serio, in quella situazione, non avrebbe esitato a schierarsi in battaglia dalla parte di Gheddafi (che peraltro non è mai stato un dittatore, anzi la sua gente con lui ha avuto prosperità mai vista prima e che ormai non vedrà più, non ha mai alimentato il terrorismo, anzi – come oggi possiamo vedere – lo arginava. Le colpe? Essere un personaggio scomodo che non aveva paura di dire la verità e soprattutto avere come partner commerciale privilegiato l’Italia!!

By Eles

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I nostri media iniziano – tardi – a capire che in Libya nel 2011 fummo attaccati dalla Francia: l’economia italiana va incontro ad un tentativo di sopraffazione da parte dei “partners” EU?

Sono rimasto stupefatto ieri sera vedendo “Petrolio”, su Rai1. In breve – ancora non ci credo – è stato chiarito senza giri di parole anche per il grande pubblico quanto ripetuto da questo sito fin dal 2012, ossia che l’attacco alla Libya di Gheddafi fu pre-ordinato e gestito in aggressività verso l’Italia prima di tutto dalla Francia (secondo la succitata trasmissione si andò vicinissimi a veder bombardate addirittura le installazioni petrolifere di ENI in Libya per mano francese, lo si evitò in extremis!). In realtà ai tempi ci fu anche la co-interessenza nel cambio di regime da parte dell’altro soggetto che storicamente è stato presente in Libya, la Gran Bretagna: quello inglese fu un errore enorme in quanto così facendo – ottenendo per altro perfettamente nulla in termini materiali – permise la caduta di Berlusconi ossia del miglior alleato anglosassone nell’Europa continentale. Oggi Londra è all’angolo e conta pochissimo in Europa anche grazie all’assenza di alleati, un Cavaliere ancora in sella sarebbe stato preziosissimo per contrastare lo strapotere franco-tedesco (leggasi anche, militare-economico)….

Lo scopo di tale attacco francese a Gheddafi sotto bandiera ONU è presto spiegato: sottrarre la petrolifera Libya all’Italia, nel nome dell’Europa. Si, perchè l’ex regno del Rais Gheddafi è in grado di fornire circa l’11% dell’energia petrolifera europea, ossia potenzialmente di sostituire gran parte del gas russo. Dunque, ecco svelato l’arcano: già ai tempi l’Europa ambiva da una parte ad eliminare un competitor-Paese che stava uscendo dalla crisi subprime come quello meno ferito dai crediti facili, anche per una sostanziale arretratezza – io direi cautela – del nostro sistema bancario; dall’altra voleva impossessarsi delle sostanze petrolifere in mano all’ENI in Libya, il cane a sei zampe di fatto detiene tutti i possedimenti petroliferi più ricchi della zona. Se poi in tutto questo ci fosse scappata anche la possibilità di appropriarsi di aziende sistemiche nazionali meglio ancora.

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Ricordiamo il caso dell’ex commissario ONU per la Libya Bernardino Leon pescato con le mani nella marmellata fatta di consulenze (50’000 dollari al mese) con l’accademia di formazione diplomatica degli Emirati Arabi Uniti, peccato che tale stato del golfo appoggiasse dichiaratamente uno dei governi libici, quello orientale di Tobruk [ossia il governo normalmente vicino alle fazioni opposte a quelle pro-italiane]. Guarda caso il sostituto di Leon, è … un tedesco! Quando si dice NON voler risolvere il problema libico, ad arte…

Or dunque, il piano fu molto articolato ed evolvette portando soggetti locali filo-europei, dite anche traditori se volete [ai posteri l’ardua sentenza], al potere. Notate che tutti i governi dopo la caduta di Berlusconi fino a Renzi escluso hanno aperto le porte agli stranieri per l’acquisto delle nostre aziende nazionali, vedasi la legge sulla Golden Share promulgata da Monti o gli svariati tentativi di E. Letta di alienare in direzione Francia gran parte delle aziende della difesa (Finmeccanica, addirittura il think tank Nens di estrazione PD ai tempi indirizzato appunto da E. Letta “consigliava” per il tramite di una consulente d’oltralpe – Lisa Jeanne, dell’università Science Po di Parigi – un’aggregazione di Finmeccanica guarda caso “a qualche gruppo” francese, in effetti E. Letta è finito a lavorare per la scuola dei servizi segreti d’oltralpe, vuol dire che li conosceva bene [e non è l’unico]).

Ma perchè oggi succede questo? Per “questo” intendo perchè anche i media mainstream oggi si svegliano e finalmente spiegano come stano le cose alla gente…

Ecco, la verità – dura – è che come Italia siamo sotto attacco. Attacco vero, che sembra solo economico ma mira invece a fare in modo che il Belpaese alieni i propri assets e perda il proprio benessere: si rammenti che i nostri partners esteri non sono così intrinsecamente stabili come l’Italia [troppa disoccupazione in Francia e Germania han sempre portato a svolte autoritarie, o qualcosa di simile, ndr], ovvero sanno che la crisi economica a breve colpirà anche loro per cui per sopravvivere ossia per continuare garantire benessere alle proprie genti devono impadronirsi di attivi altrui come sempre han fatto in passato con le colonie.

Oggi l’ambita Italia è quasi indifesa e quindi potenzialmente contendibile dato che gli USA sembra(vano) averci abbandonato. Detta in altro modo, grazie ai francesi bellicosi sono lontani i tempi in cui Gheddafi salvava Unicredit dalla nazionalizzazione di fatto rendendo l’Italia l’unico paese occidentale a non aver dovuto salvare le propie banche con soldi pubblici nel post Lehman… Forse i veri motivi dell’esecuzione di Gheddafi non ce l’hanno ancora spiegati…

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Eh si, anche riconoscere che senza le centinaia di basi americani nel nostro paese la Repubblica Italiana facilmente sarebbe già stata invasa militarmente dagli ingombranti partners è parimenti una triste realtà dei fatti. Si noti bene che coloro che oggi si dicono nostri partners nell’EU storicamente hanno sempre dovuto approfittarsi delle colonie o dei paesi vicini per poter garantire benessere (e pace sociale) alle proprie genti.

E dunque io di tali popoli proprio non mi fido.

Bene, secondo chi scrive – e tutto sommato anche per Petrolio di Rai1oggi la colonia in pectore rischia di essere l’Italia: anche le elites del nostro paese lo hanno capito, sanno che andrebbero compromesse anche le loro ricchezze…. E dunque reagiscono. Da qui la trasmissione come quella di ieri su Rai1.

In fondo, forse la situazione è meno drammaticamente complessa: forse i media mainstream ci stanno solo preparando alla possibilità di entrare in una qualche forma di guerra, con e contro chi non lo sappiamo ancora ma è bene che si inizi a percepire che il futuro porterà molti più stenti rispetto al passato. Tutto ciò certamente non guasta in un ambito di austerity e deflazione che si preannuncia epocale.

Spero che anche i nostri lettori inizino a capire cosa sta succedendo, per lo meno questi sono i miei piccoli contributi per farli svegliare dal loro decennale torpore.

Mitt Dolcino

Fonte: http://scenarieconomici.it/i-nostri-media-iniziano-tardi-a-capire-che-in-libya-nel-2011-fummo-attaccati-dalla-francia-leconomia-italiana-va-incontro-ad-un-tentativo-di-sopraffazione-da-parte-dei/

 

 

Clamorosa intercettazione: la guerra di Sarkozy a Gheddafi e all’Italia

 

Sono oramai note – ai più avveduti – le vere ragioni dell’attacco a Gheddafi del 2011 da parte di Sarkozy e Blair e della NATO, al fianco di una titubante ma obbediente Italia, attacco militare che portò alla morte del dittatore libico e all’attuale caos di tipo ‘irakeno’ alle porte di casa nostra. Ragioni che non vengono certo spiegate sui TG e sulla stampa mainstream, in questo vergognoso regime europeo che sacrifica le nostre libertà e i nostri interessi nazionali in nome dell’ideologia e degli interessi di un’élite transnazionale.

Elite che non esitano a scatenare guerre con centinaia di migliaia di morti, a fabbricare prove e creare pretesti per abbattere governi stranieri, a bombardare per lustri popolazioni civili in plaghe remote, a creare imperi del male per procura come Daesh e poi ritirarsi magari a vita privata senza rendere conto a nessun tribunale. Nuove potenze coloniali, ancora peggiori se possibile di quelle ottocentesche.

Le vere ragioni dell’ennesimo disastro geopolitico in terre di petrolio – in sintesi, un attacco all’Italia e ai nostri interessi per mano degli ‘alleati’ francesi e inglesi – sono però note oggi in maniera completa attraverso alcune delle 3.000 email di Hillary Clinton pubblicate dal Dipartimento di Stato il 31 dicembre scorso su ordine di un tribunale.

Email che delineano con chiarezza il quadro geopolitico ed economico che portò la Francia e il Regno Unito alla decisione di rovesciare un regime stabile e tutto sommato amico dell’Italia: due terzi delle concessioni petrolifere nel 2011 erano dell’ENI, che aveva investito somme considerevoli in infrastrutture e impianti di estrazione trattamento e stoccaggio. Ricordiamo che la Libia è il maggior paese produttore africano, e che l’Italia era la principale destinazione del gas e del petrolio libici.

Non troverete traccia di queste mail, come detto, nella stampa di regime eurocolonizzatrice né in quella eurosottomessa di casa nostra. E nemmeno delle telefonate di Blair, nelle quali  Gheddafi aveva messo in guardia del rischio di un nuovo Iraq alle porte dell’Europa in caso di sua caduta. Profezia puntualmente avverata.

Scenari Economici ve ne dà notizia in anteprima italiana.

La email UNCLASSIFIED U.S. Department of State Case No. F-2014-20439 Doc No. C05779612 Date: 12/31/2015  inviata il 2 aprile 2011 dal funzionario Sidney Blumenthal (stretto collaboratore prima di Bill e poi di Hillary) alla allora segretaria di stato USA Hillary Clinton, dall’eloquente titolo “France’s client & Qaddafi’s gold”, racconta i retroscena dell’intervento franco-inglese.

Li sintetizziamo qui.

  • La Francia ha chiari interessi economici in gioco nell’attacco alla Libia.
  • Il governo francese ha organizzato le fazioni anti-Gheddafi alimentando inizialmente i capi golpisti con armi, denaro, addestratori delle milizie (anche sospette di legami con Al-Qaeda), intelligence e forze speciali al suolo.
  • Le motivazioni dell’azione di Sarkozy sono soprattutto economiche e geopolitiche, che il funzionario USA  riassume in 5 punti:

1. Il desiderio di Sarkozy di ottenere una quota maggiore della produzione di petrolio della Libia (a danno dell’Italia, NdR),

2. Aumentare l’influenza della Francia in Nord Africa

3. Migliorare la posizione politica interna di Sarkozy

4. Dare ai militari francesi un’opportunità per riasserire la sua posizione di potenza mondiale

5. Rispondere alla preoccupazione dei suoi consiglieri circa i piani di Gheddafi per soppiantare la Francia come potenza dominante nell’Africa Francofona.

Ma la stessa mail illustra un altro pezzo dello scenario dietro all’attacco franco-inglese, se possibile ancora più stupefacente, anche se alcune notizie in merito circolarono già all’epoca.

La motivazione principale dell’attacco militare francese fu il progetto di Gheddafi di soppiantare il Franco francese africano (CFA) con una nuova valuta pan africana.

In sintesi Blumenthal dice:

  • Le grosse riserve d’oro e argento di Gheddafi, stimate in 143 tonnellate d’oro e una quantità simile di argento”, pongono una seria minaccia al Franco francese CFA, la principale valuta africana.
  • L’oro accumulato dalla Libia doveva essere usato per stabilire una valuta pan-africana basata sul dinaro d’oro libico
  • Questo piano doveva dare ai paesi dell’Africa Francofona un’alternativa al franco francese CFA
  • La preoccupazione principale da parte francese è che la Libia porti il Nord Africa all’indipendenza economica con la nuova valuta pan-africana.
  • L’intelligence francese scoprì un piano libico per competere col franco CFA subito dopo l’inizio della ribellione, spingendo Sarkozy a entrare in guerra direttamente e bloccare Gheddafi con l’azione militare.

 

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La nobile dottrina del “Responsibility to Protect” (R2P) diffusa a beneficio del pubblico europeo fu quindi – secondo Blumenthal – solo uno schermo per coprire la vera motivazione dell’attacco a Gheddafi: l’oro delle sue riserve e gli interessi economici francesi in Africa. Si noti infatti che la “protezione di vite civili” è totalmente assente dai rapporti diplomatici. Altra mail rilevante qui soprattutto sugli aspetti militari.

Sarebbe interessante capire dove sono le riserve auree di Gheddafi, insieme a valuta e diamanti.

Per finire con un dettaglio minimo ma significativo notiamo l’accenno di Sid Blumenthal  a “l’occasionale emissario di Sarkozy, intellettuale e auto-promotore Bernard Henri-Levy, considerato dagli esponenti della NLC (National Libyan Council, fazione libica anti-Gheddafi finanziata e addestrata dalla Francia, NdR) un personaggio a metà utile e a metà ridicolo”. La triste vicenda del fondatore della Nouvelle Philosophie, auto-proclamato difensore dei diritti umani, come parabola dell’estinzione dell’intellighenzia progressista europea sostituita dagli ideologi del mercato e dell’iperfinanza e degli interessi delle élite.

Pasolini, dove sei?

Fonte: http://scenarieconomici.it/clamorosa-intercettazione-guerra-sarkozy-allitalia-libia-gheddafi/

 

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